Storia - OsservatorioMonteBaldo

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Storia

Osservatorio
Il Progetto

Il progetto è stato sviluppato e approvato dal Consiglio Direttivo alla fine del 2001. Esso prevedeva la costruzione di un fabbricato (120 mq circa) ad un solo piano e tetto, con una cupola da 5 metri ed una struttura a tetto scorrevole da 3 x 6 metri, entrambe motorizzate, in cui collocare gli strumenti principali.


Il Bando

Nella graduatoria finale di merito, il progetto del C.A.V. e del Comune di Ferrara di Monte Baldo ottenne il massimo punteggio per ogni voce di valutazione e complessivo e risultò quindi primo nella graduatoria di merito e priorità. A gennaio 2003, al Comune di Ferrara venne così assegnato un contributo di € 68.171, pari al 33,3% dell'importo finanziabile e al 26,5% del costo complessivo preventivato. Su tale base il Comune ha indetto gara di appalto ed appaltato (ottobre 2003) il primo lotto di lavori relativo alle opere murarie e alle strutture mobili di copertura, finanziando allo stesso tempo ulteriori € 68.171,00 Fortunatamente, la Legge Regionale n. 37 è stata rifinanziata per il 2003, ed il progetto ha ottenuto una seconda tranche di finanziamento con decreto 411 del 27 novembre 2003 per l'importo di Euro 61.500. A seguito di ciò il Comune ha avviato le pratiche per coprire con propri fondi la scopertura residua.

Infine la Fondazione Cassa di Risparmio di Verona Vicenza Belluno e Ancona ha deliberato lo stanziamento di 30.000 euro, nell'ambito degli interventi dedicati a "Educazione Istruzione e Formazione" (Sez. 4.2 del documento programmatico previsionale per l'esercizio 2004), per l'acquisizione dei telescopi principali.

La Cupola

Per ospitare lo strumento principale da adibire a riprese CCD, è stata progettata una cupola poliedrica a base ottagonale di m. 5 di diametro interno (lo spazio libero all’interno è superiore a un semisfera di 4,5 m di diametro) realizzata in lamiera di acciaio inox da 2 e 3 mm. E' caratterizzata da una struttura autoportante costituita da elementi tutti a sviluppo piano (non ci sono superfici curve). Il progetto, sviluppato dal socio Elmar Pfletschinger del Circolo Astrofili, ha consentito il trasporto per carichi separati e l’assemblaggio sul posto dei 33 singoli componenti, nessuno dei quali - per dimensioni - costituisce carico eccezionale, né pesa più di 2,2 quintali. La cupola non è coibentata ed ha un peso complessivo di 20 q.li, compresa la guida metallica di rotolamento. Dispone di rotazione motorizzata (e manuale d’emergenza) su 8 punti di appoggio, a bassa tensione ed a cremagliera (due motori con encoder), suscettibile di controllo remoto. La feritoia verticale ha la larghezza di un metro; ha copertura a due spicchi ad apertura motorizzata e suscettibile di controllo remoto.

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Il Tetto Scorrevole

Il tetto scorrevole di concezione innovativa si caratterizza per l’assenza di elementi di sostegno e di rotaie di scorrimento dei portelloni all’esterno della pianta della struttura muraria. Ciò, unitamente alla collocazione del locale all’esterno del fabbricato principale, consente di operare anche in presenza di cospicui spessori di neve o di gelo, non essendoci ostacoli allo scorrimento laterale dei portelloni. Neppure il tetto apribile necessita di coibentazione, essendo realizzata la copertura esterna in acciaio inox lavorato a specchio ed essendo quindi quasi ininfluente il riscaldamento dovuto all'azione del Sole. Un'ulteriore caratteristica del locale è lo sbalzo tra le murature a Nord ed a Sud che, unite alla forma particolare del tetto (la falda a s, permettono di osservare al meridiano oggetti posti, sino a 30° a Sud di declinazione (15° sull'orizzonte), senza dover alzare eccessivamente lo strumento. Il dimensionamento di tale locale, oltre a consentire - come la cupola - l'attività degli operatori e la presenza di 10 - 15 visitatori, consente all’occorrenza il posizionamento e funzionamento al suo interno di un ulteriore telescopio "campale" di medie dimensioni, ad incremento delle potenzialità divulgative cui il locale è finalizzato.

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La Realizzazione

Il progetto è stato presentato al Comune di Ferrara di Monte Baldo nel giugno 2002. L'amministrazione comunale l'ha fatto proprio e presentato nel luglio 2002 alla Regione Veneto per il finanziamento nell'ambito della Legge Regionale n. 37 del 29 novembre 2001. La Legge Regionale ed il relativo regolamento di attuazione prevedevano la possibilità di finanziare i progetti in concorso per non oltre il 75% dell'importo e fino ad un tetto massimo di 350 milioni per ciascun progetto ammesso. Il finanziamento comportava inoltre l'obbligo del richiedente ad assicurare l'apertura al pubblico della struttura per almeno 15 anni.
I lavori, a causa della stagione invernale particolarmente avversa, sono rimasti sospesi sino alla prima decade di maggio 2004 e sono entrati nel vivo nel giugno 2004.

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Inaugurazione 30 luglio 2005
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